Chi Siamo – La Storia di Noxamet

Storia di Noxamet S.r.l.

 

In questo articolo viene presentata una breve storia di Noxamet, nata nel 2010 come spin-off accademico e registrata nel 2013 come start-up innovativa.

 

Noxamet Srl viene fondata nel luglio 2010 come spin-off accademico, accreditato presso le Università di Pavia e Siena, grazie all’input del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Infatti i Fondatori si aggiudicano un bando per un progetto di ricerca nel quale l’Azienda si proponeva di individuare e sviluppare in fase preclinica tre nuove molecole dotate di potenziale attività terapeutica in varie patologie umane.

Noxamet è registrata dal 2013 come start-up innovativa. Il core business della società è lo sviluppo preclinico di nuovi farmaci vasodilatatori ed endotelio protettivi, da utilizzare primariamente nel trattamento delle malattie cardiovascolari. Questi farmaci fanno parte di una nuova classe di donatori di ossido di azoto, i metallo-nonoati. Essi sono anche potenzialmente applicabili ad altre patologie umane.

La progettazione, sintesi e caratterizzazione chimico-fisica delle nuove molecole si realizza nel laboratorio di Noxamet presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia; i saggi biologici e farmacologici sono effettuati nel laboratorio presso il Dipartimento di Scienze della Vita all’Università di Siena.

Oltre al core business, Noxamet ha recentemente iniziato lo sviluppo dei metallo-nonoati nell’industria agrochimica, quali agenti protettivi delle piante contro l’azione dei patogeni.

Noxamet è interessata a collaborare con altre aziende farmaceutiche o istituzioni pubbliche nello sviluppo di progetti di sviluppo di nuovi farmaci o dispositivi medici, o nello studio di specifiche vie di segnalazione.

La società è soprattutto interessata a progetti concernenti la farmacologia delle malattie cardiovascolari e dell’oncologia. Altre tematiche di interesse sono le nuove strategie nel trattamento delle ferite, nella farmacologia oculare e nella biodisponibilità di nuovi biomateriali sintetici.